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" L'Enigma dell' Amore " in memoria di Karl Heinrich Ulrichs dal 13 al 18 Maggio al Teatro Eliseo di Roma

Domenica, 11 Maggio 2014. Postato in Eventi

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Sarà in scena al Piccolo Eliseo Patroni Griffi dal 13 al 18 maggio L'ENIGMA DELL'AMORE, spettacolo in memoria di Karl Heinrich Ulrichs, di Fabio Grossi e Saverio Aversa, regia FABIO GROSSI.  Protagonisti: Fabio Pasquini e Francesco Maccarinelli e con la partecipazione in video di LEO GULLOTTA.

 
Questo atto unico teatrale vuole rendere omaggio e ricordare, per la prima volta in Italia su un palcoscenico, uno studioso coraggioso che, in un’epoca lontana, dedicò la sua vita e le sue energie alla sconfitta dei pregiudizi e delle persecuzioni verso i differenti in genere e le persone omosessuali in particolare. Urlichs affermava: ”L’oppresso e il maltrattato non riconoscono alcun diritto di oppressione per pura forza, né un diritto di maltrattamento. Quindi la nostra posizione è ovunque dalla parte dell’oppresso e del maltrattato, che si chiami polacco, hannoveriano, ebreo, cattolico o che sia una creatura innocente considerata ‘spregevole’ dalla gente perché è talmente immorale da essere nata al di fuori del vincolo coniugale, così come noi eravamo talmente immorali da essere nati con una natura urninga…” Prendendo ispirazione dal Simposio di Platone dove Venere Urania è la dea degli amori omosessuali, con lo pseudonimo di Numa Numantis, scrive L’enigma dell’amore fra maschi e propone le definizioni urning (gay), urnind (lesbica), dioning (bisessuale) e zitte (ermafrodito). Subito dopo comincia a scrivere con il proprio nome e fa il primo coming out della storia pubblicando una dichiarazione a favore di un uomo arrestato per atti omosessuali.
 
L’azione scenica si svolge con l’anziano Urlichs malato, moribondo nel suo letto nella mansarda di palazzo Persichetti a l’Aquila. La stanza è luminosa, bianca. Il protagonista si alza stancamente dal letto. E’ nudo. Con un ritorno di forze comincia a vestirsi ed è come se ringiovanisse lentamente mentre comincia a parlare e a raccontare episodi della sua vita: ricordi, brani di lettere ai familiari, brani dei suoi saggi con le teorie da lui avanzate, suggestioni e amori. Cita anche gli uranisti più noti della storia come Platone, Socrate, Saffo, Sofocle, Pindaro e Virgilio. Sulle pareti scorrono immagini evocative. Un altro attore darà vita per pochi istanti, una dopo l’altra, ad alcune figure maschili che lo hanno attratto e che ha amato, per un attimo, per un’ora, per un periodo: il compagno di scuola, un ballerino in divisa del corpo forestale, un ussaro, un soldato incontrato sulla corriera, un marinaio, un operaio, ecc.
 
L’amore per l’ussaro Andreas per esempio viene suggellato con questi versi: “La tua mano nella mia posava combaciando gentilmente; il tuo sguardo sosteneva il mio affascinato; eri così pieno di grazia e bello!”.
 
Karl Heinrich Urlichs nasce il 28 agosto del 1825 ad Aurich, in Frisia orientale, nei pressi di Hannover in Germania. Non ha ancora dieci anni quando si innamora di un compagno di scuola, evento che più tardi considera una delle prime prove della propria speciale natura. Si laurea nel 1846 all’università di Gottingen in diritto e teologia. Nei due anni successivi prosegue gli studi storici all’università di Berlino e scrive, in latino, un saggio sulla Pace di Vestfalia. Giurista, scrittore, poeta e fine latinista, fonda la rivista Alaudae per la diffusione del latino come lingua viva. E’ consulente legale ufficiale presso la corte distrettuale di Hildesheim nel regno di Hannover fino al 1859 quando viene licenziato a causa della sua omosessualità nonostante tale condizione non fosse considerata un reato. Nel 1862 mette al corrente i familiari del proprio orientamento sessuale definendosi urningo o uranista e prendendo ispirazione dal Simposio di Platone dove Venere Urania è la dea degli amori omosessuali. Inizia a scrivere una serie di saggi sull’uranismo dal titolo L’enigma dell’amore fra maschi, con lo pseudonimo di Numa Numantis, e propone le definizioni urning (gay), urnind (lesbica), dioning (bisessuale) e zwitter (ermafrodito). Subito dopo comincia a scrivere con il proprio nome e fa il primo coming out della storia pubblicando una dichiarazione a favore di un uomo arrestato per atti omosessuali. Viaggia per tutta la Germania e spesso si trova in difficoltà legali per i suoi scritti che vengono vietati prima in Sassonia e poi in Prussia. Il 29 agosto 1867 durante il congresso dei giuristi a Monaco di Baviera chiede una risoluzione che solleciti l’abrogazione delle leggi contro le persone omosessuali. Fa appena in tempo a dire: “Si tratta di una categoria di persone alla quale sono appartenuti molti dei più grandi intelletti della nostra e di altre nazioni. Queste persone sono esposte ad una persecuzione legale immeritata per nessun’altra ragione che la natura sessuale opposta a quella ritenuta normale…” che viene zittito da urla e tumulti e costretto ad abbandonare l’aula. Nel 1879, dopo aver pubblicato l’ultimo saggio sull’uranismo, ammalato e deluso, si trasferisce in Italia. Soggiorna tre anni a Napoli, poi va a l’Aquila, ospite del latinista marchese Niccolò Persichetti. Qui muore il 14 luglio 1895 e viene sepolto nel cimitero cittadino. La lapide sulla sua tomba riporta la scritta latina Exul et pauper (esule e povero). Già l’anno prima Urlichs amareggiato scrive: “Ho sparso i semi. Son tutti finiti in mezzo ai sassi o sotto i rovi. Solo uno è caduto in un cuore umano”. Questo fortunatamente non è vero e la sua eredità viene raccolta da molti studiosi, primo fra tutti Magnus Hirschfeld che già l’anno dopo la morte di Urlichs pubblica un saggio sugli amori omosessuali, Saffo e Socrate. Hirschfeld, ma anche Karl-Maria Kertbeny, John Addington Symonds ed altri, continuarono l’opera di Urlichs che quindi è il pioniere del movimento lgbt e di una vera e propria rivoluzione culturale del pensiero sugli orientamenti sessuali e sulle identità di genere.
 
PICCOLO ELISEO PATRONI GRIFFI 
 
13 \ 18 maggio 2014 
FABIO PASQUINI
FRANCESCO MACCARINELLI 
in
L'ENIGMA DELL'AMORE in memoria di Karl Heinrich Ulrichs
di Fabio Grossi e Saverio Aversa
regia FABIO GROSSI
con la partecipazione in video di LEO GULLOTTA
scene Cristiano Paliotto luci Umile Vainieri
video Mimmo Verdesca
coreografia Gabriele Cantando Pascali - aiuto regia Ugo Bentivegna - illustrazione Giordano Monorchio
produzione FUXIA Contesti d'Immagine srl in collaborazione con Teatro Eliseo
 
Botteghino: 06 4882114 e 06 48872222
www.teatroeliseo.it