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Anche la base lunare ora è cool e di design

Lunedì, 11 Febbraio 2013. Postato in Notizie

Tecnologia

Anche la base lunare ora è cool e di design

Cosa succederebbe se uno studio d’architettura tra i più famosi al mondo collaborasse con l’Agenzia spaziale europea (Esa)? Progetterebbero strutture da costruire nello spazio? È in effetti quello che sta facendo lo studio Foster+Partners, dopo aver vinto il concorso indetto dall'Esa che aveva richiesto a diversi progettisti di ideare una base lunare facile da costruire. Gli architetti hanno quindi progettato una struttura per quattro persone, realizzata grazie alla tecnologia delle stampanti 3D e fatta di polvere lunare – in grado di sopportare la caduta dei meteoriti e i raggi gamma che, a differenza della Terra, non sono schermati dal campo magnetico e dall’atmosfera.

l sito individuato per la struttura si trova al polo Sud della Luna, sul bordo del cratere Shackleton, una posizione che riceve quasi costantemente la luce solare. Il progetto prevede una struttura a celle chiuse e una camera pressurizzata da cui sarà possibile accedere ai diversi ambienti della base. L’idea di utilizzare la regolite – il materiale consistente di pietre e polvere che forma il suolo lunare – è stata spiegata da Xavier De Kestelier dello studio Foster: «Anche per i progetti sulla Terra in luoghi estremi cerchiamo di utilizzare i materiali disponibili sul luogo. Negli anni Sessanta e Settanta sono stati fatti molti test sulla polvere lunare e proprio da questi studi siamo partiti per calcolare lo spessore che la struttura dovrà avere».

Monolite, azienda britannica che produce stampanti 3D, ha messo a disposizione la stampante D-Shape per la realizzazione del prototipo, costruito in un ambiente a pressione ridotta. Enrico Dini, fondatore di Monolite, ha spiegato che per la prova è stato usato un basalto di un vulcano dell'Italia centrale, simile al 99,8% alle sabbie presenti sulla Luna, mischiato a ossido di magnesio. «Una volta amalgamate le sostanze, si ottiene un materiale che assomiglia alla carta e che viene poi utilizzato per la stampa». A questo punto un composto salino (che si comporta come l’inchiostro di una stampante tradizionale) converte la «carta» in un materiale roccioso solido. L'azienda spaziale italiana Alta ha collaborato con la Scuola superiore Sant'Anna di Pisa per sperimentare la stampante D-Shape.

Per reallizzare due metri di struttura la stampante impiega un’ora, ma dalla Monolite fanno sapere che si potrà arrivare fino a 3,50 metri all'ora. L’obiettivo finale dell’Esa, una volta riusciti a creare una base lunare di questo tipo, sarà facilitare la costruzione di altre strutture utili per l’esplorazione spaziale e in particolare quella di Marte.